In due minuti
TTA: avanzare la tuberosità tibiale
La TTA risolve lo stesso problema della TPLO — un ginocchio che scivola perché il crociato non lo trattiene più — ma per un'altra strada: sposta in avanti il punto in cui il tendine si aggancia alla tibia, finché smette di tirare di sbieco.
Come si sceglie fra TPLO e TTA
- Il criterio principale è l'inclinazione del piatto tibiale, misurata sulla radiografia
- Quando l'inclinazione è molto accentuata si preferisce di regola la TPLO
- Pesano anche taglia, peso, età e altri problemi della stessa articolazione
- Per molti cani le casistiche riportano risultati sovrapponibili
Non esiste una tecnica migliore in assoluto, ed è onesto dirlo: la scelta si fa sul singolo cane, dopo la visita e le misurazioni.
Come funziona, perché si sceglie, e le domande che fanno tutti.
Lo stesso problema, guardato da un'altra angolazione
Il punto di partenza è identico a quello della TPLO. Nel cane il legamento crociato craniale degenera nel tempo, e quando cede la tibia comincia a scivolare in avanti sotto il femore a ogni passo. Quello scivolamento è la fonte del dolore, dell'infiammazione e del danno progressivo al menisco.
Anche la filosofia è la stessa: non si prova a rimettere un legamento che non può cicatrizzare, si cambia la meccanica dell'articolazione perché quella spinta non nasca. Cambia il modo di ottenerlo.
L'idea: l'angolo del tendine rotuleo
Sopra il ginocchio c'è il grande muscolo della coscia, il quadricipite. La sua forza arriva alla tibia attraverso la rotula e il tendine rotuleo, che si aggancia a una sporgenza ossea sulla faccia anteriore della tibia: la tuberosità tibiale.
Studiando le forze in gioco, i ricercatori di Zurigo osservarono che la componente che spinge la tibia in avanti dipende dall'angolo fra questo tendine e il piatto tibiale. Quando quell'angolo raggiunge i novanta gradi, la spinta si annulla. Nel cane normale l'angolo è più aperto, ed è proprio questa apertura a generare la forza che il legamento crociato doveva trattenere.
Da qui la mossa: invece di abbassare il piano su cui il femore preme, si sposta in avanti il punto da cui il tendine tira, fino a portare l'angolo al valore che neutralizza la spinta. Il risultato meccanico è equivalente, la via per arrivarci è diversa.
L'intervento, in concreto
Anche qui la misura viene calcolata prima sulle radiografie: quanto va avanzata la tuberosità per ottenere l'angolo voluto in quel cane.
Il taglio dell'osso si esegue lungo la faccia anteriore della tibia, isolando la cresta che porta l'aggancio del tendine. Questa viene spostata in avanti della quantità stabilita, e lo spazio che si apre viene mantenuto da un distanziatore, in genere in titanio, mentre una placca o una forcella tiene tutto solidale con il resto dell'osso. Lo spazio si riempie poi di osso nuovo durante la guarigione.
Come nella TPLO, prima si ispeziona l'articolazione e si tratta il menisco se è lesionato.
Una differenza pratica merita di essere detta: la sede del taglio. Nella TTA l'osteotomia interessa la parte anteriore della tibia, non il segmento che sostiene direttamente il carico. È uno dei motivi per cui questa tecnica viene descritta come meno invasiva sull'asse portante dell'osso.
TPLO o TTA: come si sceglie
Non esiste una tecnica migliore in assoluto, ed è onesto dirlo. Entrambe hanno alle spalle vent'anni di impiego e casistiche ampie, e per molti cani i risultati riportati sono sovrapponibili. La scelta si fa sul singolo animale.
Il criterio che pesa di più è l'inclinazione del piatto tibiale misurata sulla radiografia. Quando è molto accentuata, la TTA dovrebbe avanzare la tuberosità di una quantità eccessiva per neutralizzare la spinta, e in quei casi la TPLO risolve meglio il problema. Con inclinazioni contenute o intermedie entrambe le strade sono percorribili.
- Inclinazione del piatto tibiale: il fattore principale, misurato prima dell'intervento.
- Taglia, peso e livello di attività del cane.
- Conformazione dell'arto e presenza di altri problemi nella stessa articolazione, per esempio della rotula.
- Stato del menisco e da quanto tempo dura l'instabilità.
- Esperienza del chirurgo con l'una o con l'altra: conta più di quanto si immagini.
Che cosa aspettarsi
Come per la TPLO, si tratta di un intervento sull'osso: la guarigione è quella di una frattura, richiede settimane e un periodo di attività rigorosamente controllata.
Le complicanze descritte sono in prevalenza minori e riguardano la ferita, l'impianto o una lesione tardiva del menisco. L'artrosi già presente non regredisce, ma la stabilizzazione ne rallenta la progressione.
Domande frequenti
La TTA è meno invasiva della TPLO?
Il taglio dell'osso interessa la parte anteriore della tibia anziché il segmento che sostiene il carico, e in questo senso viene descritta come meno invasiva sull'asse portante. Resta comunque un intervento sull'osso, con tempi di guarigione e necessità di riposo del tutto paragonabili.
Quale delle due dà risultati migliori?
Per molti cani le casistiche riportano risultati sovrapponibili. La differenza la fa l'adeguatezza al singolo caso, in primo luogo l'inclinazione del piatto tibiale: con inclinazioni molto accentuate la TPLO è generalmente preferita.
Il distanziatore in titanio va rimosso?
No, è destinato a restare in sede: l'osso nuovo cresce attorno e dentro l'impianto. La rimozione si prende in considerazione solo se in seguito si presentano problemi.
Chi decide quale tecnica usare?
Il chirurgo, dopo la visita ortopedica e le radiografie con le misurazioni. È una decisione che si prende sul singolo cane, non una preferenza applicata a tutti.