In due minuti
Il taglio cesareo
Un intervento in cui i pazienti sono molti — la madre e tutti i cuccioli — e in cui la variabile che pesa di più è il tempo. Può essere programmato, quando si sa in anticipo che il parto sarà difficile, oppure d'urgenza.
Quando chiamare subito
- Contrazioni forti e continue per più di mezz'ora senza che nasca nulla
- Intervallo molto lungo fra un cucciolo e il successivo, quando è evidente che ce ne sono ancora
- Perdite verdastre o scure prima della nascita del primo cucciolo
- La madre ha superato la data prevista, o è abbattuta, febbrile, o smette di interessarsi
- Un cucciolo visibile all'esterno che non avanza nonostante le spinte
Nessuno di questi segnali si risolve aspettando ancora un po'. Nel cesareo d'urgenza quello che pesa di più sulla sopravvivenza dei cuccioli è quanto tempo è passato da quando il parto si è fermato.
Come funziona, perché si sceglie, e le domande che fanno tutti.
Quando serve
Le ragioni si dividono in due gruppi. Da una parte i problemi della madre, dall'altra quelli dei feti.
- Inerzia uterina primaria: l'utero non entra mai in un travaglio efficace, nonostante la gravidanza sia a termine.
- Inerzia uterina secondaria: il travaglio parte, procede, poi si esaurisce per stanchezza prima che tutti i cuccioli siano nati.
- Sproporzione fra le dimensioni dei feti e il canale del parto, situazione tipica delle razze brachicefale e delle cucciolate molto ridotte, dove il singolo cucciolo cresce di più.
- Posizionamento anomalo di un feto che ostruisce il passaggio agli altri.
- Segni di sofferenza fetale rilevati al monitoraggio, in genere un rallentamento del battito.
- Anomalie del canale del parto della madre, per esempio esiti di una vecchia frattura del bacino.
I segnali che il parto non sta procedendo
Questa è la parte che conviene conoscere in anticipo, perché è il proprietario a doversene accorgere, spesso di notte. Nessuno di questi segnali si risolve aspettando ancora un po'.
- Contrazioni forti e continue per più di mezz'ora senza che nasca nulla.
- Un intervallo molto lungo fra un cucciolo e il successivo quando è evidente che ce ne sono ancora.
- Perdite verdastre o scure prima della nascita del primo cucciolo: indicano che una placenta si è già staccata.
- La madre ha superato la data prevista senza entrare in travaglio, o è abbattuta, febbrile, o smette di interessarsi.
- Un cucciolo visibile all'esterno che non avanza nonostante le spinte.
Il cesareo programmato e il problema della data
Nel cesareo programmato la difficoltà non è l'intervento: è scegliere il giorno. Anticipare significa far nascere cuccioli non ancora pronti, in particolare nella maturazione polmonare; ritardare significa rischiare che il travaglio parta prima, di notte, senza nessuno.
Il conteggio dall'accoppiamento è inaffidabile, perché fra monta e fecondazione effettiva possono passare giorni. Il riferimento realmente utile è il momento dell'ovulazione, che si individua misurando il progesterone nel sangue nei giorni del calore: da lì la durata della gestazione è molto più costante. È il motivo per cui, nelle razze in cui il cesareo è spesso necessario, il monitoraggio ormonale viene impostato con largo anticipo.
Perché è un intervento particolare
Ogni farmaco somministrato alla madre raggiunge i cuccioli attraverso la placenta. Molecole che in un'anestesia ordinaria sarebbero scelte senza esitazione qui vengono evitate o ridotte, perché deprimerebbero la respirazione di neonati che devono cominciare a respirare da soli entro pochi secondi dalla nascita.
Cambia anche il ritmo. In un intervento ordinario la calma è un valore; qui il tempo che intercorre fra l'induzione dell'anestesia e l'estrazione dei cuccioli va tenuto al minimo, perché ogni minuto in più è esposizione ai farmaci.
E cambia il numero di pazienti. Mentre il chirurgo lavora sulla madre, ogni cucciolo che viene estratto passa a qualcuno che se ne occupa immediatamente: liberargli le vie respiratorie, asciugarlo energicamente per stimolarlo, tenerlo al caldo. Un cucciolo appena nato disperde calore con una rapidità che sorprende, e l'ipotermia nelle prime ore è una delle cause più frequenti di perdita.
Domande frequenti
Dopo un cesareo la cagna potrà partorire naturalmente?
Dipende dal motivo per cui è stato fatto. Se la causa era occasionale, un parto naturale successivo è possibile. Se dipende dalla conformazione, per esempio in una razza brachicefala, il problema si ripresenterà identico.
Potrà allattare?
Di regola sì, e l'attaccamento precoce dei cuccioli va favorito. Va tenuto conto dei farmaci somministrati alla madre, che è una delle ragioni per cui la scelta anestesiologica viene fatta pensando anche a questa fase.
Quanti cuccioli ci sono? Si può sapere prima?
Una radiografia nell'ultima parte della gravidanza, quando lo scheletro dei feti è calcificato, permette di contarli con buona attendibilità. Sapere quanti aspettarsene è importante proprio durante il parto: è così che ci si accorge se ne manca uno.
Conviene programmarlo o aspettare e vedere?
Nelle razze e nelle situazioni in cui la probabilità di un parto difficile è alta, programmarlo evita di arrivare in emergenza a travaglio già bloccato, che è la condizione peggiore per i cuccioli. È una valutazione da fare prima, non durante.